Ho aperto il mio nuovo Blog!

I meravigliosi giardini botanici di Villa Taranto li trovi nel mio blog www.srake.it

Ciao a tutti. Vi scrivo queste poche righe per dirvi che da qualche mese ho aperto il mio nuovo blog, dove continuo a raccontare i miei viaggi e le mie visite con tantissime foto e tutte le mie impressioni.
Ci sono tutti questi articoli e tutti quelli che ho scritto in questi mesi, dalle 15 foto da scattare a Milano a cosa vedere a Malta in primavera, da cosa visitare a Dubrovnik fino a Pavia (e molti altri). Presto arriverà anche quello su Villa Taranto che è nella foto.
Spero che continuerai a seguirmi su www.srake.it e a leggere i miei nuovi articoli gustandoti le mie foto!
Buona lettura!

Simone @srake

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Scoprire le valli Bergamasche in bicicletta

Il miglior modo di scoprire le valli bergamasche in Lombardia è andare in bici

Io amo visitare i posti camminando, su e giù, instancabilmente, ma a volte è bello cambiare e vedere il mondo da altre prospettive. Il mezzo che consente al meglio di immergersi nei luoghi è senza dubbio la bicicletta, soprattutto se si vuole vivere la campagna coprendo discrete distanze, ma essere sempre pronto a fermarsi per una foto, per visitare qualcosa o semplicemente per una pausa o contemplare la bellezza.
Ho avuto la fortuna di partecipare al tour #InBici #InLombardia tra le valli bergamasche e ti racconto la mia esperienza: ecco la mia gita in bicicletta in Val Seriana e Val Brembana.

  1. Clusone
  2. Val Seriana
  3. Val Brembana

Visitare la Val Seriana

1. Clusone

La Torre dell'Orologio, simbolo di Clusone. è assolutamente da vedere visitando il borgo
La Torre dell’Orologio e il Palazzo Comunale, simbolo di Clusone

Clusone è il paese principale dell’alta Val Seriana, facilmente raggiungibile in auto sia da Bergamo sia dal Lago d’Iseo. Grazie a una moderna strada che passa fuori dal centro, il traffico non interessa il paese che quindi appare in tutta la sua bellezza e tranquillità, come in un sonno secolare che ne conserva i dipinti rinascimentali sulle pareti degli edifici e la vita agreste nei dintorni.
Lasciando stare la vecchia strada che è ormai costellata da edifici moderni e un orrendo centro commerciale, imboccando le stradine che risalgono la collina su cui nasce il borgo si entra in un altro mondo: strade fatte di sampietrini (che donano sempre fascino), case colorate con balconi curati e rifiniture in ferro e legno, fiori per decorarle, insegne che sembrano appena uscite dalla macchina del tempo…. Senza dubbio, il cuore del paese è la Piazza dell’Orologio con la meravigliosa Torre dell’Orologio Astronomico, realizzato e disegnato da Pietro Fanzago, che indica ancora con precisione i movimenti degli astri, della Terra, del sole e della luna; a fianco c’è il Palazzo Comunale, anch’esso stupendamente dipinto, che si può ammirare benissimo godendosi un drink nel bar coi tavolini nella piazza. Ma non finisce qui! L’altra grande meraviglia di Clusone è poco più in su, il dipinto della Danza Macabra, che decora anch’essa una parete esterna (e quindi è visibile gratuitamente) dell’Oratorio dei Disciplini, accanto alla basilica di Santa Maria Assunta, con il suo bel portico e la vista meravigliosa sulle montagne. Altro punto da non perdere è la chiesa di Sant’Anna con il suo imponente affresco sulla facciata raffigurante San Cristoforo.

La Danza Macabra raffigurata sulla parte dell'Oratorio dei Disciplini di Clusone è uno dei punti più alti dell'arte in Val Seriana, in provincia di Bergamo
La Danza Macabra raffigurata sulla parete esterna dell’Oratorio dei Disciplini di Clusone

Ma la bellezza di Clusone è anche la sua anima contadina ancora ben viva, che si può notare dai campi lungo la strada principale (perfetti per uno sfondo per il desktop!) o ancor meglio dalle fattorie sparse che sembrano foglie autunnali disperse attorno all’albero. In bicicletta si raggiungono con facilità e con poche pedalate si può sbirciare dentro un mondo agreste fatto di prati per il pascolo, di odori e profumi e soprattutto di un silenzio in cui volano…solo le mosche! La tranquillità regna sotto al sole: ogni pietra sembra al posto giusto, gli animali ti guardano placidi e si è circondati dalle colline verdeggianti che ti abbracciano; più in fondo la Presolana guarda tutto dall’alto. Pedalare in mezzo ai prati sfiorando vecchie case in pietra è davvero molto piacevole, ma alla fine mette appetito. Per questo torniamo nel borgo per un caldo aperitivo di prodotti locali: formaggi e salumi, accompagnati da marmellata e miele con un ottimo spritz al Ristorante Della Torre è quel che ci vuole! Non sarà Milano, ma è fantastico ugualmente.
Poco dopo è già ora di cena: l’Hotel Ambra ci attende. Anche qui è un tripudio di bontà che si sciolgono in bocca in un’atmosfera molto familiare che mi fa sempre piacere. Le portate si susseguono piacevolmente e non vorrei più alzarmi da quel tavolo, anche se sto per scoppiare: antipasto, cappellacci al ragù, brasato… gran finale con il salame al cioccolato e le merighe con il caffè! Credo che domani rotolerò… per fortuna che la camera è al piano di sopra 😉

Cosa vedere a Clusone

2. Val Seriana

Scoprire la Val Seriana in bicicletta è il modo migliore per un weekend all'insegna della natura
Il gruppo di InLombardia sulla ciclovia della Val Seriana con il campione Giuseppe Guerini

La ciclabile della Val Seriana congiunge Clusone ad Alzano Lombardo, alle porte di Bergamo, in parte ricalcando le tracce della vecchia ferrovia dismessa nel 1967 e scorrendo in gran parte accanto al fiume, anche se ci sono numerosi ponti da attraversare che spezzettano il tragitto, ma regalano belle vedute.
Lasciando Clusone e la Presolana alle nostre spalle, bisogna raggiungere la strada principale per incanalarsi sulla ciclovia che le scorre sulla sinistra prima di entrare nel bosco sfiorando un paio di fattorie e scendere dolcemente in discesa (evitando invece i tortuosi tornanti che fanno le auto). Qui c’è un punto bellissimo: si passa tra una casa nel bosco e una staccionata dove delle vacche e dei bellissimi cavalli pascolano e mangiano a pochi metri; il profumo non è dei migliori, ma viva la natura!
Giungendo a Ponte Nossa si vede finalmente il fiume Serio, che qui scorre placido e passa sotto un addormentato ponte in pietra a due arcate che contraddistingue il paese; pescatori si danno da fare con i loro alti stivali in mezzo, ma noi restiamo sulla riva sinistra e continuiamo in piano passando accanto al centro sportivo e a un bar dove si può fare una sosta. Siamo secondo me nel punto più bello del percorso: nonostante la vecchia statale scorra a fianco, la pista ciclabile è all’aria aperta e piatta, molto ampia e in asfalto, con aree di sosta e giochi per bambini nell’erba vicina, mentre si vede bene scorrere il fiume azzurro tra le rocce oltre la vegetazione cresciuta sulle sponde; sullo sfondo davanti a noi si erge il Costone, imponente monte spelacchiato che cambia colore a seconda dell’ora del giorno e che sembra apparentemente sbarrare la strada; un ponte invece porta la statale sull’altra sponda mentre noi continuiamo e passiamo accanto al Coston Beach, reso mitico per i Bergamaschi grazie alla canzone del Bepi: si può vedere una grande roccia dipinta come un’enorme anatra, mentre nell’ansa del fiume il cemento ricorda come decenni fa le politiche ecologiche non esistevano e tutto era lecito, pure costruire nel fiume per prendere il sole a un metro!
Ora il percorso torna nel bosco, con il Serio che riecheggia sulla sinistra. Pedalare sullo sterrato non è difficile, ma se ha piovuto nei giorni prima bisogna fare lo slalom tra le pozzanghere. Qui c’è poco da vedere e si può passare veloci: merita solo una casa sulla destra che pare trapiantata dal Trentino coi suoi balconi in legno e di certo chi ci abita non ama molto la compagnia!
Superando Mele e puoi raggiungendo Colzate ci sono invece i due punti più critici: prima la ciclovia si interrompe all’improvviso perché c’è una strada all’altezza di un ponte sul fiume, per cui bisogna quasi scendere per fare lo zigzag tra le sbarre che chiudono il passaggio alle moto; poi, entrando in paese, la ciclabile diventa una strada normale e bisogna percorrere una rotonda per poi imboccare il sottopassaggio del ponte per passare sull’altra sponda: peccato che sia strettissimo (se si trova un pedone bisogna fermarsi) e fare un cavatappi terribile… È praticamente impossibile non smontare dalla bicicletta, sembra una prova olimpica della gara di mountain bike!!! Qui certamente potrebbero fare di meglio per sistemarla trovando un percorso alternativo.  Anche perché dopo un breve tratto nel bosco, al ponte successivo la ciclabile torna di nuovo di là! La curva peraltro è stretta e abbastanza pericolosa, visto che le foglie e l’umido rendono molto scivoloso il legno del ponte; va detto però che la vista da qui è una delle migliori della valle.

Percorrere la ciclovia della Val Seriana è un ottimo modo per trascorrere una giornata
La bellissima vista dal ponte con l’acqua del Serio che raggiunge tutte le sfumature del verde

Ora costeggiamo l’abitato di Vertova, passando poi sotto al ponte della statale per seguire l’ansa del Serio; qui la ciclovia è un po’ stretta e sterrata, ma quasi piana. Dopo un’ampia mezzaluna bisogna frenare per fare una curva stretta e oltrepassare di nuovo il fiume: siamo al Parco Buschina a Fiorano al Serio, un posto perfetto per fare una sosta visto che è attrezzato per i ciclisti. Dopo un altro ponte su un canale industriale del fiume, si entra in paese: bisogna percorrere un bel pezzo di strada normale (o marciapiede), passando accanto al cimitero, il centro sportivo, poi via Fratelli Damiani e via Salici prima di riprendere la ciclabile, che ci porta all’ennesimo attraversamento del Serio a Gazzaniga; dopo un altro piccolo tratto di zona industriale – peraltro tranquilla – la ciclabile immersa nel verde raggiunge Albino, sfiorando un centro ippico con meravigliosi cavalli. Anche questa zona è molto bella e si pedala tranquilli fino al retro della stazione di Albino: da questo punto la ciclabile procede fino al Alzano, passando su un paio di splendidi ponti romanici e lambendo delle piccole cascate splendide, ma noi prendiamo la via paese, passando per il suo centro e pedalando in salita. Un po’ di fatica, dopo la tanta discesa, si fa sentire, ma la funivia non è così lontana. Eccola infatti comparire in fondo alla strada! 5 minuti sospesi nel vuoto in funivia sopra le montagne bergamasche e siamo a Selvino e la prospettiva cambia: la Val Seriana appare piccola e distante; pure il clima è sensibilmente più fresco! È un paese a cavallo delle due valli e può essere raggiunto anche con una strada con ben 28 tornanti, ognuno dedicato (2 anni fa in occasione del passaggio del Giro d’Italia) a un ciclista bergamasco: c’è quello di Savoldelli, quello di Ivan Gotti.… e infine del mitico Gimondi! Attenti però a guardare la strada e non al nome del ciclista! Selvino è molto graziosa e sembra provenire da un’altra latitudine: pietre a vista, grandi balconi in legno, moltissimi fiori, strade tranquillissime e pulite… Insomma sembra più di stare in Svizzera che in provincia di Bergamo!
Visto che è già ora di pranzo ci fermiamo al ristorante Il Giardino, vicino alla funivia. Dobbiamo fare il pieno di energie, ma senza appesantirci e per questo prendiamo un piatto unico con un mix di leccornie locali: tortelli al burro, salvia e noci, polenta morbida e scaloppine ai funghi… ho ancora in mente il gusto, che bontà! Il pezzo forte arriva però dopo, con il dolce: per distacco il miglior tiramisù della mia vita, con una crema soffice che quasi volava e si scioglieva in bocca! Ne avrei mangiati 2… o 3! Anzi, 4!!!! Merita il viaggio solo per quello! Ho fatto i miei complimenti allo staff.

Non c'è modo migliore che degustare i piatti tipici in un ristorante durante una gita fuori porta
Il delizioso piatto unico con tortelli, polenta e scaloppine ai funghi. Eccezionale!

Purtroppo dobbiamo lasciare il ristorante; in mezzo al paese c’è una vecchia seggiovia: ricorda un po’ i bei tempi andati visto che oramai nevica pochissimo e la pista è una sola, ma chissà quanti bambini hanno messo e continuano a mettere per la prima volta gli sci qui. Visto che ci sono i cannoni spara-neve funziona ancora e noi la prendiamo, anche se i prati sono verdissimi: in cima infatti ci aspetta il Selvino Adventure Park, un emozionante parco avventura sospeso dove mettere alla prova adrenalina e coraggio (soprattutto per chi soffre di vertigini come me). È per tutte le età: si va dai percorsi facili per bambini a quelli più alti e complessi per adulti. Basta avere l’imbragatura, il caschetto e il moschettone e via! Su e giù da scale in corda, percorsi sospesi, tunnel… fino alla meravigliosa tirolese che ti fa scivolare a grande velocità nel vuoto. Attenti a non mettere le mani sul carrello ma sotto! A volte è bello tornare bambini… (anche se per poche ore).
Tornati in paese, abbiamo bisogno di tranquillità: il posto perfetto per il relax è l’Hotel T’Ami e la sua fantastica SPA! Piccola, ma non manca nulla: si comincia con una doccia calda per lavare le scorie prima di entrare nella sauna e nel bagno turco; poi è il turno della “cascata del mulino“, un’autentica copia in scala ridotta di un mulino in legno che ti fa giungere allo stesso tempo getti caldi e freddi… Da provare! Sorseggiando un drink nelle pause, con la possibilità di sedersi sulle sdraio nella zona relax con le luci soffuse che continuano a cambiare colore (quelli fighi la chiamano cromoterapia!), si arriva al gran finale: la vasca idromassaggio con le essenze di montagna da spargere, che ribolle e ti coccola per 20 minuti portandoti in una bolla spazio temporale in cui si riesce a dimenticare tutto e tutti! Meraviglioso! È perfetto soprattutto per le coppie che vogliono godersi intimità e complicità all’insegna del benessere in una giornata romantica e indimenticabile. Anche perché pure la cenetta può essere romantica: salumi e formaggi locali, casoncelli bergamaschi fatti in casa e involtini di carne e polenta possono essere l’antipasto per una serata mooolto interessante! 😉
Non per me che sono solo soletto, per cui mi avvio a riposare. Mi aspetta lo splendido B&B Il Ghiro, con due sole stanze ma che riescono a far sentire gli ospiti a casa propria per tutte le comodità e la gentilezza della famiglia che lo gestisce.

Visitare la Valle Brembana

3. Val Brembana

Il miglior modo di scoprire la Val Brembana è farlo in bici prendendo la sua ciclovia
Un ponte sopra il fiume Brembo vicino a Piazza Brembana

Scoprire la Val Brembana non è semplice: si rischia di essere abbagliati dalla bellezza di San Pellegrino Terme e non vedere le altre meraviglie disseminate lungo la valle. Il miglior modo per ammirarle è partire dall’alto – da Piazza Brembana – e scendere. La ciclabile è molto bella e sfrutta il tracciato della vecchia ferrovia, gallerie comprese, che danno grandissimo fascino a tutto il percorso; a differenza della Val Seriana, è praticamente tutta sulla riva sinistra del fiume Brembo, quindi scorrevolissima e piacevole, con la natura rigogliosa che ti avvolge pedalando. Unica pecca (piccola) qualche increspatura dell’asfalto ogni tanto, ma facilmente superabile con la bici.
Il tracciato che parte da Piazza Brembana incontra subito un paio di gallerie, molto affascinanti anche da fotografare, ma che sono molto umide e con uno sbalzo termico considerevole (soprattutto col bel tempo): niente di impossibile comunque! Poco dopo, oltrepassato un ponte arcuato che regala una bella vista, si scorge una vecchia casa costruita sotto un enorme masso erratico sporgente; mostra tutti i segni del tempo, ma l’orto di fronte dice che non è abbandonata anche se il vecchio proprietario ci racconta che vive altrove. Però vedere il tetto sporgere da sotto la roccia fa un certo effetto!
Poco lontano c’è la frazione di Lenna, dove si può trovare l’Agriturismo Ferdy, un piccolo paradiso: una casa in muratura con una bellissima vite che si arrampica affianca alcuni pony che brucano l’erba e ci accolgono pacifici, mentre più avanti compare l’agriturismo vero e proprio dove è possibile assaggiare i prodotti tipici della tradizione bergamasca. Il proprietario spiega con molto orgoglio che ha voluto conservare e tramandare la cultura contadina di una volta, proteggendo la biodiversità e i capi di bestiame come la vacca e la capra orobica a rischio estinzione perché negli ultimi decenni gli sono stati preferiti animali che producono più latte; così facendo quasi ovunque è sparita la specificità territoriale che al contrario è un tesoro! Anche nella produzione dei formaggi ci spiega che si rifiuta di utilizzare enzimi comprati (come fanno molti) per lasciar fare solo alla Natura e avere i prodotti come una volta; un processo prezioso, sia perché richiede più tempo sia perché produce meno, ma certamente con qualità più alta. E assaggiando i tre tipi di formaggio che ci fa degustare, tutti con acidità differente, si sente eccome: lo strachì (stracchino), la robiöla (robiola) e la formaggella sono ottimi, così come i salumi.
Oltre alla scuderia di cavalli dove si possono prendere lezioni, fiore all’occhiello dell’agriturismo è la SPA: una chicca in stile rustico ma curato in tutti i particolari e pronta a rilassare e coccolare i suoi ospiti, specialmente le coppie. Persino le pietre usate per costruirle non sono casuali, ma tutte dei dintorni: insomma in questo posto, visitatissimo da stranieri, tutto è orgogliosamente a chilometro 0!

Una delle gemme della Valle Brembana vicino a Bergamo è l'Agriturismo Ferdy
L’edificio principale dell’Agriturismo Ferdy, con il suo stile rustico ma curatissimo

Stare seduti a degustare è bello, ma bisogna tornare a pedalare! Prossima tappa il borgo di Cornello dei Tasso, uno dei borghi più belli d’Italia, raggiungibile dopo una salita e qualche tornante: per fortuna ho la bicicletta elettrica! Al bivio le macchine rimangono nel parcheggio, ma io continuo con la bicicletta lungo il sentiero che porta fin dentro al borgo, passando sotto l’arco. Immediatamente si fa un salto nel tempo, indietro alla fine del Medioevo, quando qui passava l’antica via mercatorum che portava ai Grigioni in Svizzera e Cornello era il primo posto dove era possibile fare mercato dopo Bergamo; per questo le viuzze coperte ora deserte vanno immaginate caoticamente piene di mercanti e merci. Il borgo si chiama così perché era costruito su un colle (Corno) e vi ci abitavano i Tasso, una famiglia divenuta celebre non solo per lo scrittore Torquato (che però probabilmente non visse mai qui), ma perché inventò il moderno sistema postale con staffette poste lungo le strade che permettevano di cambiare il cavallo e averlo sempre fresco e non fermare la comunicazione. La famiglia divenne specialista nella posta e fu al servizio prima della Repubblica di Venezia, poi pure Milano, il papa, Napoli e persino l’imperatore, che per i loro preziosi servigi concesse l’utilizzo dell’aquila imperiale nello stemma della famiglia, così come si può vedere disegnato ancora su un muro del borgo. Altra particolarità del paese era la costruzione su tre livelli: su quello più basso, come detto, si faceva mercato, in quello intermedio c’erano le abitazioni e in cima la chiesa. Per questo è meglio girarlo a piedi, addentrandosi tra i vicoli in pietra e ammirando ogni angolo. Purtroppo l’imponente palazzo dei Tasso, pericolante, fu abbattuto tempo fa, ma si può conoscere tutta la storia della famiglia e della posta nel museo, dove è conservato anche un corno che annunciava l’arrivo del corriere per cambiare il cavallo: il corno è ancora il simbolo delle poste! Ad ogni modo ogni pietra, ogni arco, ogni casa ben tenuta disegnano un piccolo mondo antico che sembra uscito da una fiaba: mancano solo l’oste, i cavalieri ed il drago che minaccia tutti…

Visitare Cornello dei Tasso, borgo più bello d'Italia della Valle Brembana
Il gruppo appena attraversato l’arco di Cornello dei Tasso, sul lastricato dove c’erano tutte le botteghe del mercato

Proseguiamo. Le discese in bici sono sempre come le feste di compleanno da bambino: molto divertenti, ma finiscono presto. Si torna lungo il corso del fiume, anche se in una posizione più rialzata. Superata Oneta, frazione dove c’è il Museo di Arlecchino (maschera bergamasca!), si arriva a San Giovanni Bianco costeggiando la statale; essendo chiusa la galleria ciclopedonale, dobbiamo passare per il paese, di fronte alla chiesa e per il ponte di un affluente del Brembo. La vista è splendida, ma non è il posto per fermarsi visto che siamo sulla strada normale; imboccando subito dopo via Roma andiamo a riprendere la ciclovia che rimane ai piedi delle montagne, tranquilla in mezzo al verde fino a che non passa sopra alla strada statale e si porta sull’altra sponda del fiume, continuando nel verde. È forse il tratto più tranquillo di questa ciclabile: qualche chilometro praticamente piatto in mezzo al bosco con qualche affascinante galleria da attraversare, che ci porta dritti a San Pellegrino Terme: il Grand Hotel è proprio di fronte a noi! Dopo ci torniamo, ma ora lo stomaco borbotta: attraversiamo il ponte e passiamo sul lungofiume in stile parigino e ci fermiamo all’Albergo Ristorante Il Bigio, facendo slalom tra i ragazzi che escono dalla scuola. Qui puoi ordinare a occhi chiusi: qualsiasi portata arrivi è la fine del mondo! Risotto zafferano e liquirizia, poi brasato di carne e polenta, chiusura con macedonia e gelato allo zucchero filato….. Ci siamo capiti? Io vengo a mangiare tutti i giorni qui!!
Con ancora il sapore del gelato nel palato, inforco di nuovo la bici. Scendiamo un po’ più a valle per prendere la strada sulla destra: è una bella salita di almeno 20 minuti, a tratti impegnativa con tornanti e strappetti, ma che regala viste favolose su tutta San Pellegrino e le montagne che la coronano da ambo i lati e sale fino alle Grotte del Sogno. All’altezza di un paio di villette in stile liberty lasciamo la bici e ci avviamo a piedi, scendendo sulla destra dei gradini (con vista) e poi prendendo il sentiero che ci conduce all’ingresso delle grotte. Sono state scoperte da un coraggioso (o un pazzo?!) che, quando trovò un buco nel terreno, decise di entrarci e poi le esplorò tutte, con le loro stalagmiti e stalattiti create dall’acqua che ha scavato la roccia nei millenni e continua a gocciolare. Il clima è quindi umido, ma si sta bene: il caschetto protegge dalle gocce che cadono sulla testa mentre si osservano i laghetti sotterranei o le pieghe prese dalla roccia che sembrano le lenzuola al mattino, circondati dall’eco che si forma ad ogni passo.
Il clou del pomeriggio ci aspetta però a valle, in paese: scendiamo veloci sulle strade praticamente deserte con il sole che comincia a scendere dietro le montagne e creare giochi di luci, arrivando in fretta. Attraversiamo il ponte vecchio sul Brembo e torniamo ai piedi del Grand Hotel: è imperioso! L’insegna un po’ sgangherata e il colore sbiadito però dimostrano tristemente che questo esempio di liberty ai massimi livelli ora è chiuso, ma sono cominciati i lavori per una riapertura futura. Chissà come era interiormente! È dura capirlo, ma possiamo averne un’idea visitando l’altro gioiello del paese: il meraviglioso Casinò di San Pellegrino! Capolavoro del milanese Romolo Squadrelli, è dall’altra parte su una collina rialzata, come a tenere sempre sott’occhio il Grand Hotel; la facciata riccamente decorata però non inganni: fu costruito in soli 20 mesi (!), poco prima della Prima Guerra Mondiale. Ha avuto però un destino sfortunato, perché rimase in funzione solo per pochi anni: con l’autarchia fascista e le prediche accalorate dei preti circa i peccati che vi si compivano, venne presto chiuso per poi essere aperto successivamente per spettacoli e altri intrattenimenti.

Il monumentale Casinò di San Pellegrino, mirabile esempio di stile liberty da non perdere
Il meraviglioso e monumentale scalone del Casinò di San Pellegrino

Ora si può visitare grazie all’ottimo lavoro dell’Associazione Oter, un gruppo di ragazzi che accompagna i visitatori tra le sue bellezze, dall’atrio d’ingresso al monumentale e meraviglioso scalone (all’altezza di tutti i migliori teatri coevi!) e le sale superiori, ricche di dettagli fantastici… li fotograferei tutti, sono pazzo dello stile liberty! Quello che mi piace di più è anche la commistione di materiali (legno, marmi, ferro battuto e vetro) che si fondono in maniera pregevole, spesso aiutati da economici e malleabili stucchi che sostituiscono un materiale prezioso e hanno consentito la veloce realizzazione.
L’estasi artistica suprema è ovviamente nel grande scalone, che deve aver lasciato tutti gli ospiti senza parole! Con i suoi sontuosi tappeti rossi trascina lo sguardo verso l’alto, a partire dalle statue di donne ebbre che sorreggono i lampioni della balaustra, alle colonne e agli stucchi delle pareti, fino agli affreschi di Malerba del soffitto che raffigurano i mesi dell’anno impersonificati dai segni zodiacali e la vetrata centrale con il ferro che raffigura due farfalle. Tutto l’edificio è un’allusione unica all’erotismo e all’ebbrezza: le sensuali statue, i simboli fiori di calla del pavimento, i satiri che rappresentano la tentazione,  i putti e le figure svestite degli affreschi per l’erotismo… perfino le due torrette con le strutture in ferro che gli conferiscono una forma fallica. Del resto chissà cosa facevano i membri del club per rilassarsi e divertirsi nelle salette del primo piano… Nessuno lo sa, perché non è rimasta alcuna documentazione scritta, ma tutto lascia credere che le prediche dei preti fossero fondate e gli eccessi non rimassero raffigurati solamente sulle pareti! Di certo c’è che è rimasto a noi l’edificio, una meravigliosa donna della Belle Époque di 110 anni (portati benissimo) che non smetterei mai di ammirare!
Vengo trascinato fuori a forza perché comincia a imbrunire. Ultima tappa il birrificio Via Priula per una fantastica degustazione: dopo tante fatiche ci sta! Una dopo l’altra le birre scivolano giù con le loro note di rosa e erbe selvatiche… non per nulla sono arrivate sul podio in una competizione in Giappone!
Non poteva chiudersi meglio questo fantastico weekend all’insegna dello sport, della natura, della cucina tipica e della tanta bellezza che ci circonda (ma che spesso sottovalutiamo).

Spero che il mio articolo ti possa essere utile. Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento e seguimi sui miei canali social 🙂

Cosa vedere a Bergamo e dintorni

Ecco altre foto di quel fantastico weekend:

Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La fantastica vista dalla basilica di Santa Maria Assunta a Clusone
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Una scalinata che scende verso il centro di Clusone
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
L’aperitivo a base di formaggi, salumi e miele al Ristorante Della Torre
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La preparazione del secondo all’Hotel Ambra di Clusone
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Il fantastico dessert dell’Hotel Ambra di Clusone: salame al cioccolato davvero delizioso!
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Una meravigliosa casa-fattoria tra le colline di Clusone
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La vista dal ponte di Ponte Nossa con i pescatori nel fiume Serio
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Il fiume Serio presso il Coston Beach
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Veronica di LifeinTravel nella parte finale della ciclovia della val Seriana
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La bella vista dalla cima della funivia Selvino-Albino
Selvino-Bergamo-case-balconi-legno
Le belle case curate di Selvino
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Il celestiale e sofficissimo tiramisù del ristorante Il Giardino di Selvino
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La fantastica discesa sulla tirolese del Selvino Adventure Park
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La vista scendendo dalla seggiovia di Selvino
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La stanza della cromoterapia della SPA dell’Hotel T’Ami
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La graziosa camera del B&B Il Ghiro con la maglia InLombardia
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Le affascinanti gallerie della ciclovia della Val Brembana
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
In azione sulla ciclabile immersa nella natura
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Il fiume Brembo in alta val Brembana
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La casa costruita sotto l’immensa parete di roccia
Agriturismo-Ferdy-Lenna-Valle-Brembana-pony-natura
I pony che ti accolgono all’Agriturismo Ferdy
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I prodotti tipici della degustazione all’Agriturismo Ferdy
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Uno scorcio del bellissimo borgo di Cornello dei Tasso
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Uno dei palazzi del borgo di Cornello dei Tasso con lo stemma affrescato
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La squisita macedonia con gelato allo zucchero filato al Ristorante Il Bigio
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Il bellissimo panorama su San Pellegrino salendo verso le Grotte del Sogno
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La meraviglia all’interno delle Grotte del Sogno sopra San Pellegrino
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La facciata liberty del Grand Hotel di San Pellegrino
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La meravigliosa facciata del Casinò che si alza nel verde
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
La vetrata favolosa della sala superiore del Casinò di San Pellegrino
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Gli stucchi con i putti e gli affreschi di Malerba del soffitto del Casinò
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Uno dei fantastici lampadari del Casinò
Un weekend all’insegna della natura, dello sport, della cucina tipica e della bellezza. Ti porto a scoprire le valli Bergamasche in Lombardia in bicicletta
Un gran finale di uno splendido weekend. Brindisi al Birrificio Via Priula

 

Cosa vedere a Brescia in un giorno

La meravigliosa Piazza della Loggia, salotto e simbolo di Brescia

Le città della Lombardia sono spesso sottovalutate come destinazioni turistiche, a differenza delle vicine città del Veneto (peraltro splendide), ma invece hanno una storia importante e grandi bellezze tutte da scoprire e scovare. Oggi ti porto tra le vie e le piazze di Brescia, che è po’ Milano, un po’ Bergamo e un po’ Verona: seguimi per capire il perché e scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!

  1. Un po’ di storia
  2. Brescia e… le sue piazze
  3. Brescia e… le vestigia romane
  4. Brescia e… i Longobardi
  5. Brescia e… il suo castello
  6. Brescia e… le sue chiese

Cosa vedere a Brescia in un giorno 

1. Un po’ di storia

Visitare Brescia è come ripercorrere a piedi la storia attraverso i secoli: Romani, Longobardi, Veneziani sono passati da qui
Turisti che pranzano all’aperto tra i palazzi del centro storico

Abitata sin dall’età del bronzo, tra il VII e il V secolo a.C. fu occupata dai Celti Cenomani, che cominciarono a vivere sotto il monte Cidneo; furono loro ad entrare in contatto coi Romani nel II secolo e a romanizzarsi lentamente, tanto da creare sul Capitolium un tempio per due dei, quello romano e quello celtico, ed aiutare a combattere i Galli in Francia con le truppe di Giulio Cesare; parenti del grande Romano abitavano proprio a Brescia! Durante la guerra civile romana, la città si schierò con Vespasiano che si impose e volle premiarla costruendo un grande tempio, quello che si può vedere ancora oggi: si legge ancora il nome dell’imperatore sul frontone rimasto; va detto che molti bresciani furono arruolati dallo sfidante Vitellio e morirono in battaglia: sono state trovate molte lapidi di genitori che piangono i figli e alcuni di loro nemmeno sapevano come si chiamassero, perché per entrare nell’esercito dovevano prima diventare cittadini romani e quindi essere “battezzati” con il pre-nomen, nome e cognome romani, totalmente differenti dal nome celtico.
Con la caduta dell’impero divenne un’importante città longobarda: due dei re barbari erano di Brescia, tra cui Desiderio – l’ultimo – che istituì il monastero di San Salvatore concedendogli beni e terreni che lo fecero prosperare per cinque secoli. Nel 1426, strappata alla signoria dei Visconti di Milano, con Bergamo passò sotto il dominio dei Veneziani che lasciarono il segno con la meravigliosa Piazza della Loggia.
Insomma, Brescia è come un fossile dove si possono leggere le impronte cristallizzate di ogni dominazione: basta saperle cogliere!

Cosa non perdere a Brescia

2. Brescia e… le sue piazze

Visitare Brescia: non perdere piazza Paolo VI con il Duomo Vecchio, il Duomo Nuovo e il Broletto
La meravigliosa vista di Piazza Paolo VI con il Duomo Vecchio, il Duomo Nuovo e il Broletto

Elemento imperdibile e caratterizzante della città sono le 3 piazze principali di Bresciatotalmente diverse tra loro anche se adagiate una vicino all’altra. Partiamo dalla più bella, emblema e orgoglio cittadino, piazza della Loggia, meraviglia veneziana con eleganti arcate coronate da uno splendido orologio nella parete est, altre arcate intarsiate di resti romani e una loggia rinascimentale nel lato sud e chiusa con il fantastico palazzo della Loggia a ovest: marmi bianchi, frontoni e statue da ammirare nei dettagli e che risplendono nel sole estivo. È il salotto della città, dove scattare foto da cartolina.
50 metri più a sud invece si apre Piazza della Vittoria, realizzata in epoca fascista da Marcello Piacentini abbattendo un quartiere medievale: è lo stesso architetto che ha lavorato a Bergamo, anche se qui lo stile è totalmente razionalista, con torri e colonne squadrate e caratteri romani e puliti; i simboli fascisti e il ritratto del duce sono però spariti da decenni. A chiudere la piazza il primo grattacielo costruito in Italia, abbastanza bizzarro e poco più alto di un condominio attuale: come sono cambiati i tempi!
La terza invece – 100 metri più in là – è la piazza medievale e cristiana: piazza Paolo VI dove è sorto il vecchio Duomo cittadino e accanto il più imponente Duomo Nuovo con la sua facciata bianca e la cupola altissima. Sono entrambi ben preservati: se quello nuovo dentro dice poco, a parte un monumento a ricordo di Paolo VI (papa bresciano) e le simmetrie della sua volta, il Vecchio Duomo a pianta circolare è una meraviglia dell’XI secolo che fu usata come riferimento per successive chiese (ad esempio a Mantova) e che conserva al piano inferiore mosaici, dipinti e affreschi e una bella cripta. Accanto c’è poi il Broletto con la sua alta torre, mentre dall’altro lato palazzi colorati fanno da sfondo a bar con i tavolini all’aperto dove prendersi un drink godendosi la giornata e la tranquillità.

Brescia visite guidate

3. Brescia e… le vestigia romane

I resti romani di Brescia sono uno dei più interessanti di tutto il mondo antico
I resti del Tempio Capitolino o Capitolium eretto da Vespasiano e simbolo di Brescia

Ci sarebbe una quarta piazza celebre a Brescia, in parte cancellata dai secoli: è la piazza del Foro Romano, cuore dell’antica Brixia e ben riconoscibile nell’odierna Piazza del Foro, anche se totalmente diversa. Quello che è rimasto è il tempio Capitolino o Capitolium, costruito sotto il monte Cidneo e rialzato rispetto agli edifici che lo circondano in modo da essere imponente; lo è tuttora che sono rimaste in piedi solo 7 colonne e la sede stradale è 3-4 metri più alta di quella antica: pensa a come era prima! Non per nulla è stato designato Patrimonio Unesco.
Lo si può ammirare dalla via dei musei, ma è da pazzi non entrare nel complesso archeologico per goderselo da vicino. Il migliore modo è farlo con la realtà aumentata, ovvero degli occhiali che con pochi euro in più ti portano indietro nel tempo mostrando la bellezza e l’imponenza degli edifici come erano 2000 anni fa; muovendo lo sguardo a 360º puoi vedere la piazza ricrearsi davanti ai tuoi occhi, accompagnato dalla spiegazione delle cuffie. Insomma, è una guida turistica individuale che ti porta per mano tra i resti archeologici e ricostruisce magicamente la piazza e l’attiguo teatro: la consiglio assolutamente, anche perché in 20-30 minuti ti fa fare il tour e poi si ha tutto il tempo per fotografare e ammirare bene i resti attuali (che con le lenti scure si vedono poco).
Altra cosa da non perdere – esclusa dalla realtà aumentata – e che secondo me è la meraviglia più grande di tutte, è il santuario repubblicano del I secolo a.C. conservato al di sotto, per il quale bisogna prenotare un orario in biglietteria: due sale climatizzate sotterranee che ripercorrono brevemente la storia del sito (dai resti dell’età del bronzo e celtici ritrovati, tra cui un pettine) e appunto ciò che non è stato distrutto dai Romani stessi per la costruzione del tempio Capitolino; è una piccola saletta ritrovata casualmente e dai colori sgargianti: rosso pompeiano, ambra vivace, viola e i finti marmi lasciano senza parole e – come ho sentito dire da un turista – sembrano esser stati dipinti ieri! Pare di stare a Pompei! Le decorazioni ricreano marmi preziosi e tende per ampliare lo spazio un po’ angusto, ma meraviglioso.
Resti romani in realtà rimangono sotto tutti gli edifici di quest’area, come ad esempio la cantina di palazzo Martinengo che era una cella del lato lungo del Foro usato poi dai Longobardi che reimpiegarono i marmi caduti dai frontoni per costruire a loro volta: questo fu un fenomeno diffusissimo in età medievale; si pensi che si possono trovare i resti della Basilica civile che chiudeva il lato sud del Foro “intrappolati” nel muro in Piazzetta Giovanni Labus, dietro ad edifici costruiti nel corso del Trecento.

visitare Brescia a piedi

4. Brescia e… i Longobardi

Visitare il Museo di Santa Giulia e la chiesa di Santa Maria in Solario a Brescia
Il bellissimo affresco della cupola della chiesa superiore di Santa Maria in Solario con il cielo stellato e Dio Padre al centro

Dopo il fugace dominio Goto, nel 568 da est arrivarono i Longobardi che si installarono presto a Brescia costruendo capanne tra i templi romani in rovina. Nei 200 anni di dominio però ebbero modo di affinare la loro cultura e mischiarsi con i Latini, creando il mix da cui discendiamo (e il nome Lombardia ne è la prova). Testimonianza di ciò è la fondazione del monastero di San Salvatore – denominato poi Santa Giulia quando vennero traslate le spoglie della santa – voluto da Desiderio, ultimo re Longobardo per le nobili figlie; al monastero vennero concessi privilegi e terre del nord Italia con le quale potevano mantenersi e che garantirono prestigio e ricchezza, rintracciabile e ben visibile anche ora nella bellezza della basilica di San Salvatore, nel coro delle Monache e nella chiesa di Santa Maria in Solario. Tre ambienti distinti e di età diverse che mantengono un fascino senza tempo, sia nel cielo stellato con al centro Dio, sia negli affreschi rinascimentali, sia nella Croce di Desiderio, costellata di pietre preziose e monili romani incastonati per creare un oggetto prezioso usato probabilmente per le processioni religiose.
Accanto a tutto ciò, negli ambienti che ospitavano il monastero si trova il museo della città: dai resti dell’età del bronzo e ferro, alle monete dei Celti, ai tantissimi resti Romani trovati in città e provincia – comprese due domus scavate e scoperte con i mosaici pavimentali ancora perfetti e la meravigliosa statua bronzea della Vittoria alata, ritrovata nel 1826 e diventata simbolo della città – fino a colonne, capitelli e affreschi del monastero conservati e preservati qui, oltre alla pinacoteca della Collezione Tosio Martinengo (che mi sono dimenticato di vedere!!) ospitata temporaneamente qui.

Brescia Santa Giulia

5. Brescia e… il suo castello

Non perdere il Castello di Brescia e il suo panorama mentre visiti la città lombarda
La Torre dei Prigionieri del Castello con la bella vista su Brescia

Anche se la città è costruita in pianura, Brescia ha la sua “città alta” sul monte Cidneo. Le fortificazioni romane nel medioevo sono diventate un Castello sotto la signoria dei Visconti di Milano e poi dei Veneziani, che costruirono delle spesse mura per difenderlo (come a Bergamo). È il polmone verde della città: infatti sia all’esterno del bellissimo ponte levatoio sia all’interno sono presenti numerosi alberi che danno sollievo contro la calura estiva e permettono agli abitanti di fare jogging o rilassarsi ai tavolini del bar posto appena fuori. Come tutte le fortificazioni del ‘500, le mura sono basse ma possenti e comunque permettono di avere una vista meravigliosa sulla città; al loro interno ci sono edifici abbandonati a se stessi (come il palazzo del Governatore) e altri che ospitano musei, come quello del Risorgimento (trovato chiuso a agosto) e il bel Museo delle Armi, molto interessante per chi ama la storia come me; da qui si può avere il panorama migliore di tutti, perché la torre più alta è chiusa al pubblico, mentre gli spalti delle mura danno una bella visuale ma sulla parte nord e ovest della città, non sul centro e sul Duomo. Per il resto le aiuole e il verde del Castello non è curatissimo e il Comune potrebbe fare di più per mantenerlo.
Quella che invece secondo me merita tantissimo di essere vista è la zona che circonda il monte, con i suoi sentieri lastricati in discesa che riportano in centro, pieni di verde e di case molto curate e tranquille. Qui Brescia assomiglia molto a Verona, nella zona oltre il ponte di Pietra sotto Castel san Pietro: la forte pendenza apre vedute magnifiche, specialmente sul far delle sera, con la cupola del Duomo che si staglia di fronte come a guidarti. Bisogna assaporare bene i 5 minuti di discesa: potrebbero nascere foto fantastiche!

Cosa vedere a Brescia

6. Brescia e… le sue chiese

La Chiesa di Santa Maria della Carità è uno dei gioielli barocchi di Brescia e della Lombardia
Un dettaglio della chiesa di Santa Maria della Carità, magnifico esempio del barocco lombardo

Passeggiando tra i dintorni del centro che ricordano molto Milano, con vie simili tra loro dove l’asfalto è troppo protagonista e contrasta con i vecchi e affascinanti palazzi, si possono trovare comunque bellezze sparse. Un esempio è la Torre della Pallata di Corso Garibaldi, ma soprattutto le tante meravigliose chiese di Brescia, una delle ricchezze della città. Sembrano dei pasticcini: tutti diversi ma tutti buonissimi così come ogni chiesa di Brescia è splendida e unica. Nel centro storico se ne possono trovare ben 23!!
Oltre a quelle principali, già menzionate, ce ne sono alcune da non perdere, che magari si sfiorano passandoci davanti ma non dandogli attenzione. Parlo innanzitutto della chiesa di Santa Maria della Carità, un tripudio barocco di marmi colorati, stucchi e fregi, con gli altari e la volta completamente affrescati o decorati che si trova nella centralissima Via dei Musei ed è aperta grazie all’impegno del Touring Club Italiano: un vero tesoro da scoprire in silenzio e che lascia senza parole! Sempre lì vicino, sulla collina che sovrasta il Teatro Romano, c’è San Cristo coi suoi meravigliosi affreschi rinascimentali di Benedetto da Marone; la pendenza della strada per raggiungerlo è grande, così come la bellezza che racchiude su tutte le sue pareti affrescate per cui è definita la Cappella Sistina di Brescia. Dal piazzale dell’attiguo convento si apre invece una bella vista sulla città.
Poco più in là, in zona sud-est rispetto alle piazze del centro, ci sono altre 2 chiese vicine che meritano attenzione: la prima è San Francesco d’Assisi, in stile romanico semplice e severo, ma impreziosita da eleganti altari e preziose opere d’arte del Romanino e del Moretto, pittori bresciani molto famosi; purtroppo io ho trovato una messa per cui non ho potuto vedere nemmeno il bellissimo chiostro trecentesco. Allo stesso modo, dopo la lunga giornata, ho trovato chiusa Santa Maria dei Miracoli che si trova alle sue spalle: qui però gli interni sono stati danneggiati da un bombardamento durante la guerra, per cui da ammirare è la decoratissima facciata in marmo bianco, uno dei capolavori del Rinascimento lombardo, forse opera di Giovanni Antonio Amodeo.
Come detto, ci sono altre chiese da vedere a Brescia, ma il tempo della mia giornata era volto al termine. Il sole stava tramontando, le ombre si allungavano e il contapassi segnava 14,9 km percorsi: la stanchezza cominciava ad affiorare!
La chiesa di Santa Maria del Carmine, la Chiesa di San Giuseppe, la Madonna delle Grazie e la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, così come il Cimitero monumentale (il 1° costruito in Italia), il maestoso Teatro Grande e la Collezione Tosio Martinengo li tengo per la prossima visita in città.

Spero che il mio articolo ti possa essere utile. Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento e seguimi sui miei canali social 🙂

Guida di Brescia

Ecco altre foto della giornata:

Il Duomo Nuovo è da vedere quando si visita Brescia in un giorno
Turisti che pranzano tranquilli davanti all’imponente Duomo Nuovo
Visitando Brescia bisogna vedere il Duomo Nuovo con la sua cupola altissima
Le geometriche linee dall’altissima cupola del Duomo Nuovo
Il Duomo Vecchio di Brescia, costruito a partire dall'XI secolo è uno dei più importanti esempi di rotonde romaniche in Italia
I bellissimi affreschi rinascimentali di una piccola cupola del Duomo Vecchio
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Particolare del sarcofago marmoreo di Berardo Maggi nel Duomo Vecchio
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
L’affollata Piazza della Vittoria con il mercato del sabato mattino
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Un’altra meravigliosa visuale di Piazza della Loggia sotto il sole estivo
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
L’eleganza dello stile veneziano dell’Orologio di Piazza della Loggia
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Una particolare visuale dal basso delle colonne del Tempio Capitolino
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La visuale con gli occhiali della realtà aumentata di Art-Glass che ricostruiscono i monumenti della Brixia Romana
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Particolare della decorazione del Santuario Repubblicano sotterraneo, con i finti marmi e le finte tende dipinte
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La splendida statua in bronzo della Vittoria Alata, simbolo cittadino
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La Croce di Desiderio con gli intarsi romani e pietre preziose, conservata nella chiesa di Santa Maria in Solario nel complesso di Santa Giulia
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Gli splendidi affreschi rinascimentali del Coro delle Monache, sempre a Santa Giulia
Brescia-Castello-Broletto-Duomo-Nuovo-Lombardia
La bella scalinata che scende dal Castello che mi ha ricordato molto Verona
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Il bel portale di accesso del Castello di Brescia con il Leone veneziano
Santa-Maria-Dei-Miracoli-Brescia-portale-marmo-rinascimento
Le fantastiche decorazioni del portale della chiesa di Santa Maria dei Miracoli
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La Torre della Pallata illuminata dal sole basso che precede il tramonto

Qualsiasi altra info su Brescia e per visitare la città è disponibile qui