Ho aperto il mio nuovo Blog!

I meravigliosi giardini botanici di Villa Taranto li trovi nel mio blog www.srake.it

Ciao a tutti. Vi scrivo queste poche righe per dirvi che da qualche mese ho aperto il mio nuovo blog, dove continuo a raccontare i miei viaggi e le mie visite con tantissime foto e tutte le mie impressioni.
Ci sono tutti questi articoli e tutti quelli che ho scritto in questi mesi, dalle 15 foto da scattare a Milano a cosa vedere a Malta in primavera, da cosa visitare a Dubrovnik fino a Pavia (e molti altri). Presto arriverà anche quello su Villa Taranto che è nella foto.
Spero che continuerai a seguirmi su www.srake.it e a leggere i miei nuovi articoli gustandoti le mie foto!
Buona lettura!

Simone @srake

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Cosa vedere a Brescia in un giorno

La meravigliosa Piazza della Loggia, salotto e simbolo di Brescia

Le città della Lombardia sono spesso sottovalutate come destinazioni turistiche, a differenza delle vicine città del Veneto (peraltro splendide), ma invece hanno una storia importante e grandi bellezze tutte da scoprire e scovare. Oggi ti porto tra le vie e le piazze di Brescia, che è po’ Milano, un po’ Bergamo e un po’ Verona: seguimi per capire il perché e scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!

  1. Un po’ di storia
  2. Brescia e… le sue piazze
  3. Brescia e… le vestigia romane
  4. Brescia e… i Longobardi
  5. Brescia e… il suo castello
  6. Brescia e… le sue chiese

Cosa vedere a Brescia in un giorno 

1. Un po’ di storia

Visitare Brescia è come ripercorrere a piedi la storia attraverso i secoli: Romani, Longobardi, Veneziani sono passati da qui
Turisti che pranzano all’aperto tra i palazzi del centro storico

Abitata sin dall’età del bronzo, tra il VII e il V secolo a.C. fu occupata dai Celti Cenomani, che cominciarono a vivere sotto il monte Cidneo; furono loro ad entrare in contatto coi Romani nel II secolo e a romanizzarsi lentamente, tanto da creare sul Capitolium un tempio per due dei, quello romano e quello celtico, ed aiutare a combattere i Galli in Francia con le truppe di Giulio Cesare; parenti del grande Romano abitavano proprio a Brescia! Durante la guerra civile romana, la città si schierò con Vespasiano che si impose e volle premiarla costruendo un grande tempio, quello che si può vedere ancora oggi: si legge ancora il nome dell’imperatore sul frontone rimasto; va detto che molti bresciani furono arruolati dallo sfidante Vitellio e morirono in battaglia: sono state trovate molte lapidi di genitori che piangono i figli e alcuni di loro nemmeno sapevano come si chiamassero, perché per entrare nell’esercito dovevano prima diventare cittadini romani e quindi essere “battezzati” con il pre-nomen, nome e cognome romani, totalmente differenti dal nome celtico.
Con la caduta dell’impero divenne un’importante città longobarda: due dei re barbari erano di Brescia, tra cui Desiderio – l’ultimo – che istituì il monastero di San Salvatore concedendogli beni e terreni che lo fecero prosperare per cinque secoli. Nel 1426, strappata alla signoria dei Visconti di Milano, con Bergamo passò sotto il dominio dei Veneziani che lasciarono il segno con la meravigliosa Piazza della Loggia.
Insomma, Brescia è come un fossile dove si possono leggere le impronte cristallizzate di ogni dominazione: basta saperle cogliere!

Cosa non perdere a Brescia

2. Brescia e… le sue piazze

Visitare Brescia: non perdere piazza Paolo VI con il Duomo Vecchio, il Duomo Nuovo e il Broletto
La meravigliosa vista di Piazza Paolo VI con il Duomo Vecchio, il Duomo Nuovo e il Broletto

Elemento imperdibile e caratterizzante della città sono le 3 piazze principali di Bresciatotalmente diverse tra loro anche se adagiate una vicino all’altra. Partiamo dalla più bella, emblema e orgoglio cittadino, piazza della Loggia, meraviglia veneziana con eleganti arcate coronate da uno splendido orologio nella parete est, altre arcate intarsiate di resti romani e una loggia rinascimentale nel lato sud e chiusa con il fantastico palazzo della Loggia a ovest: marmi bianchi, frontoni e statue da ammirare nei dettagli e che risplendono nel sole estivo. È il salotto della città, dove scattare foto da cartolina.
50 metri più a sud invece si apre Piazza della Vittoria, realizzata in epoca fascista da Marcello Piacentini abbattendo un quartiere medievale: è lo stesso architetto che ha lavorato a Bergamo, anche se qui lo stile è totalmente razionalista, con torri e colonne squadrate e caratteri romani e puliti; i simboli fascisti e il ritratto del duce sono però spariti da decenni. A chiudere la piazza il primo grattacielo costruito in Italia, abbastanza bizzarro e poco più alto di un condominio attuale: come sono cambiati i tempi!
La terza invece – 100 metri più in là – è la piazza medievale e cristiana: piazza Paolo VI dove è sorto il vecchio Duomo cittadino e accanto il più imponente Duomo Nuovo con la sua facciata bianca e la cupola altissima. Sono entrambi ben preservati: se quello nuovo dentro dice poco, a parte un monumento a ricordo di Paolo VI (papa bresciano) e le simmetrie della sua volta, il Vecchio Duomo a pianta circolare è una meraviglia dell’XI secolo che fu usata come riferimento per successive chiese (ad esempio a Mantova) e che conserva al piano inferiore mosaici, dipinti e affreschi e una bella cripta. Accanto c’è poi il Broletto con la sua alta torre, mentre dall’altro lato palazzi colorati fanno da sfondo a bar con i tavolini all’aperto dove prendersi un drink godendosi la giornata e la tranquillità.

Brescia visite guidate

3. Brescia e… le vestigia romane

I resti romani di Brescia sono uno dei più interessanti di tutto il mondo antico
I resti del Tempio Capitolino o Capitolium eretto da Vespasiano e simbolo di Brescia

Ci sarebbe una quarta piazza celebre a Brescia, in parte cancellata dai secoli: è la piazza del Foro Romano, cuore dell’antica Brixia e ben riconoscibile nell’odierna Piazza del Foro, anche se totalmente diversa. Quello che è rimasto è il tempio Capitolino o Capitolium, costruito sotto il monte Cidneo e rialzato rispetto agli edifici che lo circondano in modo da essere imponente; lo è tuttora che sono rimaste in piedi solo 7 colonne e la sede stradale è 3-4 metri più alta di quella antica: pensa a come era prima! Non per nulla è stato designato Patrimonio Unesco.
Lo si può ammirare dalla via dei musei, ma è da pazzi non entrare nel complesso archeologico per goderselo da vicino. Il migliore modo è farlo con la realtà aumentata, ovvero degli occhiali che con pochi euro in più ti portano indietro nel tempo mostrando la bellezza e l’imponenza degli edifici come erano 2000 anni fa; muovendo lo sguardo a 360º puoi vedere la piazza ricrearsi davanti ai tuoi occhi, accompagnato dalla spiegazione delle cuffie. Insomma, è una guida turistica individuale che ti porta per mano tra i resti archeologici e ricostruisce magicamente la piazza e l’attiguo teatro: la consiglio assolutamente, anche perché in 20-30 minuti ti fa fare il tour e poi si ha tutto il tempo per fotografare e ammirare bene i resti attuali (che con le lenti scure si vedono poco).
Altra cosa da non perdere – esclusa dalla realtà aumentata – e che secondo me è la meraviglia più grande di tutte, è il santuario repubblicano del I secolo a.C. conservato al di sotto, per il quale bisogna prenotare un orario in biglietteria: due sale climatizzate sotterranee che ripercorrono brevemente la storia del sito (dai resti dell’età del bronzo e celtici ritrovati, tra cui un pettine) e appunto ciò che non è stato distrutto dai Romani stessi per la costruzione del tempio Capitolino; è una piccola saletta ritrovata casualmente e dai colori sgargianti: rosso pompeiano, ambra vivace, viola e i finti marmi lasciano senza parole e – come ho sentito dire da un turista – sembrano esser stati dipinti ieri! Pare di stare a Pompei! Le decorazioni ricreano marmi preziosi e tende per ampliare lo spazio un po’ angusto, ma meraviglioso.
Resti romani in realtà rimangono sotto tutti gli edifici di quest’area, come ad esempio la cantina di palazzo Martinengo che era una cella del lato lungo del Foro usato poi dai Longobardi che reimpiegarono i marmi caduti dai frontoni per costruire a loro volta: questo fu un fenomeno diffusissimo in età medievale; si pensi che si possono trovare i resti della Basilica civile che chiudeva il lato sud del Foro “intrappolati” nel muro in Piazzetta Giovanni Labus, dietro ad edifici costruiti nel corso del Trecento.

visitare Brescia a piedi

4. Brescia e… i Longobardi

Visitare il Museo di Santa Giulia e la chiesa di Santa Maria in Solario a Brescia
Il bellissimo affresco della cupola della chiesa superiore di Santa Maria in Solario con il cielo stellato e Dio Padre al centro

Dopo il fugace dominio Goto, nel 568 da est arrivarono i Longobardi che si installarono presto a Brescia costruendo capanne tra i templi romani in rovina. Nei 200 anni di dominio però ebbero modo di affinare la loro cultura e mischiarsi con i Latini, creando il mix da cui discendiamo (e il nome Lombardia ne è la prova). Testimonianza di ciò è la fondazione del monastero di San Salvatore – denominato poi Santa Giulia quando vennero traslate le spoglie della santa – voluto da Desiderio, ultimo re Longobardo per le nobili figlie; al monastero vennero concessi privilegi e terre del nord Italia con le quale potevano mantenersi e che garantirono prestigio e ricchezza, rintracciabile e ben visibile anche ora nella bellezza della basilica di San Salvatore, nel coro delle Monache e nella chiesa di Santa Maria in Solario. Tre ambienti distinti e di età diverse che mantengono un fascino senza tempo, sia nel cielo stellato con al centro Dio, sia negli affreschi rinascimentali, sia nella Croce di Desiderio, costellata di pietre preziose e monili romani incastonati per creare un oggetto prezioso usato probabilmente per le processioni religiose.
Accanto a tutto ciò, negli ambienti che ospitavano il monastero si trova il museo della città: dai resti dell’età del bronzo e ferro, alle monete dei Celti, ai tantissimi resti Romani trovati in città e provincia – comprese due domus scavate e scoperte con i mosaici pavimentali ancora perfetti e la meravigliosa statua bronzea della Vittoria alata, ritrovata nel 1826 e diventata simbolo della città – fino a colonne, capitelli e affreschi del monastero conservati e preservati qui, oltre alla pinacoteca della Collezione Tosio Martinengo (che mi sono dimenticato di vedere!!) ospitata temporaneamente qui.

Brescia Santa Giulia

5. Brescia e… il suo castello

Non perdere il Castello di Brescia e il suo panorama mentre visiti la città lombarda
La Torre dei Prigionieri del Castello con la bella vista su Brescia

Anche se la città è costruita in pianura, Brescia ha la sua “città alta” sul monte Cidneo. Le fortificazioni romane nel medioevo sono diventate un Castello sotto la signoria dei Visconti di Milano e poi dei Veneziani, che costruirono delle spesse mura per difenderlo (come a Bergamo). È il polmone verde della città: infatti sia all’esterno del bellissimo ponte levatoio sia all’interno sono presenti numerosi alberi che danno sollievo contro la calura estiva e permettono agli abitanti di fare jogging o rilassarsi ai tavolini del bar posto appena fuori. Come tutte le fortificazioni del ‘500, le mura sono basse ma possenti e comunque permettono di avere una vista meravigliosa sulla città; al loro interno ci sono edifici abbandonati a se stessi (come il palazzo del Governatore) e altri che ospitano musei, come quello del Risorgimento (trovato chiuso a agosto) e il bel Museo delle Armi, molto interessante per chi ama la storia come me; da qui si può avere il panorama migliore di tutti, perché la torre più alta è chiusa al pubblico, mentre gli spalti delle mura danno una bella visuale ma sulla parte nord e ovest della città, non sul centro e sul Duomo. Per il resto le aiuole e il verde del Castello non è curatissimo e il Comune potrebbe fare di più per mantenerlo.
Quella che invece secondo me merita tantissimo di essere vista è la zona che circonda il monte, con i suoi sentieri lastricati in discesa che riportano in centro, pieni di verde e di case molto curate e tranquille. Qui Brescia assomiglia molto a Verona, nella zona oltre il ponte di Pietra sotto Castel san Pietro: la forte pendenza apre vedute magnifiche, specialmente sul far delle sera, con la cupola del Duomo che si staglia di fronte come a guidarti. Bisogna assaporare bene i 5 minuti di discesa: potrebbero nascere foto fantastiche!

Cosa vedere a Brescia

6. Brescia e… le sue chiese

La Chiesa di Santa Maria della Carità è uno dei gioielli barocchi di Brescia e della Lombardia
Un dettaglio della chiesa di Santa Maria della Carità, magnifico esempio del barocco lombardo

Passeggiando tra i dintorni del centro che ricordano molto Milano, con vie simili tra loro dove l’asfalto è troppo protagonista e contrasta con i vecchi e affascinanti palazzi, si possono trovare comunque bellezze sparse. Un esempio è la Torre della Pallata di Corso Garibaldi, ma soprattutto le tante meravigliose chiese di Brescia, una delle ricchezze della città. Sembrano dei pasticcini: tutti diversi ma tutti buonissimi così come ogni chiesa di Brescia è splendida e unica. Nel centro storico se ne possono trovare ben 23!!
Oltre a quelle principali, già menzionate, ce ne sono alcune da non perdere, che magari si sfiorano passandoci davanti ma non dandogli attenzione. Parlo innanzitutto della chiesa di Santa Maria della Carità, un tripudio barocco di marmi colorati, stucchi e fregi, con gli altari e la volta completamente affrescati o decorati che si trova nella centralissima Via dei Musei ed è aperta grazie all’impegno del Touring Club Italiano: un vero tesoro da scoprire in silenzio e che lascia senza parole! Sempre lì vicino, sulla collina che sovrasta il Teatro Romano, c’è San Cristo coi suoi meravigliosi affreschi rinascimentali di Benedetto da Marone; la pendenza della strada per raggiungerlo è grande, così come la bellezza che racchiude su tutte le sue pareti affrescate per cui è definita la Cappella Sistina di Brescia. Dal piazzale dell’attiguo convento si apre invece una bella vista sulla città.
Poco più in là, in zona sud-est rispetto alle piazze del centro, ci sono altre 2 chiese vicine che meritano attenzione: la prima è San Francesco d’Assisi, in stile romanico semplice e severo, ma impreziosita da eleganti altari e preziose opere d’arte del Romanino e del Moretto, pittori bresciani molto famosi; purtroppo io ho trovato una messa per cui non ho potuto vedere nemmeno il bellissimo chiostro trecentesco. Allo stesso modo, dopo la lunga giornata, ho trovato chiusa Santa Maria dei Miracoli che si trova alle sue spalle: qui però gli interni sono stati danneggiati da un bombardamento durante la guerra, per cui da ammirare è la decoratissima facciata in marmo bianco, uno dei capolavori del Rinascimento lombardo, forse opera di Giovanni Antonio Amodeo.
Come detto, ci sono altre chiese da vedere a Brescia, ma il tempo della mia giornata era volto al termine. Il sole stava tramontando, le ombre si allungavano e il contapassi segnava 14,9 km percorsi: la stanchezza cominciava ad affiorare!
La chiesa di Santa Maria del Carmine, la Chiesa di San Giuseppe, la Madonna delle Grazie e la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, così come il Cimitero monumentale (il 1° costruito in Italia), il maestoso Teatro Grande e la Collezione Tosio Martinengo li tengo per la prossima visita in città.

Spero che il mio articolo ti possa essere utile. Fammi sapere che ne pensi lasciando un commento e seguimi sui miei canali social 🙂

Guida di Brescia

Ecco altre foto della giornata:

Il Duomo Nuovo è da vedere quando si visita Brescia in un giorno
Turisti che pranzano tranquilli davanti all’imponente Duomo Nuovo
Visitando Brescia bisogna vedere il Duomo Nuovo con la sua cupola altissima
Le geometriche linee dall’altissima cupola del Duomo Nuovo
Il Duomo Vecchio di Brescia, costruito a partire dall'XI secolo è uno dei più importanti esempi di rotonde romaniche in Italia
I bellissimi affreschi rinascimentali di una piccola cupola del Duomo Vecchio
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Particolare del sarcofago marmoreo di Berardo Maggi nel Duomo Vecchio
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
L’affollata Piazza della Vittoria con il mercato del sabato mattino
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Un’altra meravigliosa visuale di Piazza della Loggia sotto il sole estivo
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
L’eleganza dello stile veneziano dell’Orologio di Piazza della Loggia
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Una particolare visuale dal basso delle colonne del Tempio Capitolino
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La visuale con gli occhiali della realtà aumentata di Art-Glass che ricostruiscono i monumenti della Brixia Romana
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Particolare della decorazione del Santuario Repubblicano sotterraneo, con i finti marmi e le finte tende dipinte
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La splendida statua in bronzo della Vittoria Alata, simbolo cittadino
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La Croce di Desiderio con gli intarsi romani e pietre preziose, conservata nella chiesa di Santa Maria in Solario nel complesso di Santa Giulia
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Gli splendidi affreschi rinascimentali del Coro delle Monache, sempre a Santa Giulia
Brescia-Castello-Broletto-Duomo-Nuovo-Lombardia
La bella scalinata che scende dal Castello che mi ha ricordato molto Verona
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
Il bel portale di accesso del Castello di Brescia con il Leone veneziano
Santa-Maria-Dei-Miracoli-Brescia-portale-marmo-rinascimento
Le fantastiche decorazioni del portale della chiesa di Santa Maria dei Miracoli
ti porto tra le sue vie e le sue piazze: seguimi per scoprire cosa vedere a Brescia in un giorno!
La Torre della Pallata illuminata dal sole basso che precede il tramonto

Qualsiasi altra info su Brescia e per visitare la città è disponibile qui

Scoprire la parte alta del Lago di Como

Il borgo medievale di Corenno Plinio è una meraviglia da scoprire nella parte alta del Lago di Como

Non è una sorpresa che io amo il Lago di Como, con i suoi paesi arrampicati sull’acqua, i suoi colori e i suoi panorami unici. Dopo il giro sul Lago di Lecco, continuo l’esplorazione del Lario: ecco come trascorrere e cosa vedere in una splendida giornata nella parte alta del Lago di Como!

Itinerario:

1. Bellano

2. La Scenic Route 65

3. Corenno Plinio

4. L’Abbazia di Piona

5. Colico e le sue fortezze

Cosa vedere sul Lago di Como

1. Bellano

Un posto assolutamente da non perdere sul Lago di Como è l'orrido di Bellano
Le acque colore smeraldo del torrente Pioverna nell’Orrido di Bellano

Arrivare sul Lago di Como da Milano è facile: per raggiungere il versante lecchese basta prendere la Statale 36 che passa proprio sotto a Lecco e poi costeggia il lago tra molti chilometri in galleria e alcuni squarci di meraviglia con il lago a sinistra. Dopo molti km, la prima fermata è proprio quella che mi interessa: rapida giravolta sulla rampa e si prende la strada per scendere a Bellano: all’incrocio con la provinciale tengo la destra e raggiungo la piccola piazza San Giorgio dove parcheggio. Qui c’è la bella chiesa dei santi Nazaro e Celso (che merita una visita rapida) e soprattutto è a 50 metri dall’ingresso dell’orrido di Bellano, una delle meraviglie del Lario. Orrido non vuol dire che è brutto: al contrario! Il torrente Pioverna nei millenni ha scavato la roccia creando una roboante meraviglia che si può ammirare dal percorso sospeso che passa stretto e rasente le pareti, con gocce che ti cadono persino in testa. Comunque è sicurissimo: anche io che soffro di vertigini non ho affatto paura. Il tragitto è breve e con i raggi di sole che si infiltrano è ancora più bello; il cuore è la cascata che fragorosamente sgorga dalla parete di fronte e rimbomba tra le strette rocce del canyon. Una meraviglia da vedere ma anche sentire!

Lago di Como Cosa vedere in un giorno

2. La Scenic Route 65

Uno dei panorami migliori del Lago di Como si può vedere dalla Scenic Route 65 sopra Perledo
La meravigliosa vista dal primo belvedere della Scenic Route 65 dopo Perledo

Torno all’auto e faccio una piccola marcia indietro verso sud seguendo la provinciale 72: appena prima di Varenna al bivio giro per entrare in paese e poco dopo a sinistra per Perledo imboccando la provinciale 65 panoramica – denominata da poco anche Scenic Route 65 – che si inerpica sulla montagna con molti tornanti, prima lentamente, poi sempre più stretti e in pendenza. Più si sale e più la vista migliora, soprattutto dopo aver passato Perledo: tra guard-rail vicini e alberi, ogni tanto si apre una vista fantastica. Devo aspettare però un pochino per potermi fermare in un punto sicuro sulla destra, una terrazza panoramica con 2-3 parcheggi e una vista spettacolare di 180º sul lago: da destra si vede la parte alta del Lario con Menaggio e la sponda comasca, sotto c’è il castello di Vezio (che da qui sembra piccolino e basso) e a sinistra si vede la diramazione con Bellagio sulla punta e più avanti la penisola di villa Balbianello e il resto, con le montagne che fanno da corona al Lago e sembrano vicinissime da poterle toccare. Un panorama meraviglioso che sarei rimasto ad ammirare per ore. Se chiudo gli occhi c’è l’ho ancora bene impresso nella mente!

Lago di Como cosa fare

3. Corenno Plinio

Una delle chicche del Lago di Como è il piccolo borgo di Corenno Plinio, assolutamente da vedere
Il porticciolo di Corenno Plinio con le case che si affacciano sul Lago

La strada continuerebbe a salire fino al passo di Agueglio e mi han detto che c’è un altro meraviglioso belvedere più in alto, ma sarà per la prossima volta. Torno indietro, riscendendo verso il lago e oltrepasso Bellano e poi Dervio: obiettivo è il suggestivo borgo di Corenno Plinio. Lascio l’auto nella prima via che c’è e mi incammino: dopo 50 metri trovo una stradina in sassi che scende con gradini ripidi sulla sinistra; dove porterà? Nel dubbio la prendo senza esitazione 😉 È lunga e raggiunge addirittura la riva del lago, che si spalanca davanti a me dietro ad un meraviglioso oleandro rosso che sognavo di fotografare dopo averlo visto in una foto: che bella sorpresa! Tutte le case sul Lario però sono splendide: sono in pietra viva e con le piante che si arrampicano o coccolano i muri, regalando ombra e creando un’atmosfera da fiaba; c’è qualche sedia con un tavolino all’aperto e dopo un altro grande oleandro si apre la riva con alcune canoe sulla spiaggia sassosa e il porticciolo con piccole barche ormeggiate dietro ai muri costruiti nel lago. Mi ci incammino per ammirare la riva da lì e alzo lo sguardo: lo spettacolo è fantastico! Gli edifici sono costruiti addossati uno all’altro e uno che sovrasta l’altro appoggiandosi al costone roccioso che sale dal lago, un po’ come fosse una favela in stile medievale. Accanto alle case, anche risalendo per le altre stradine del borgo, ci sono piante o vasi di fiori, ortensie o gerani, cactus o piante aromatiche che danno un tocco meraviglioso: mi sembra di stare fuori dal tempo! Inoltre – sarà che è ora di pranzo – sembra un set cinematografico perché non c’è in giro nessuno: si sente solo talvolta qualche voce che esce da una finestra o sfrigolare qualcosa sui fornelli.
Quando ho oramai percorso quasi tutte le viuzze incontro una donna che – anche se non parla italiano e io sono provato dai tantissimi gradini – mi indica con la mano un posto: seguo il consiglio e girando un angolo si pare una terrazza panoramica sul lago, sotto al castello di Corenno che compare imponente dietro alle sue mura; davanti a me c’è tutta la riviera comasca fino a Gravedona col suo Palazzo Gallio. Il castello purtroppo è di privati e si può solamente girare attorno alle mura, con un sentiero che si perde poco dopo nel bosco. Torno sui miei passi al livello della mia auto, che scorgo 200m dritta di fronte a me: il borgo è davvero piccolo, una bomboniera! Attorno a una piazza alberata (che inizialmente non avevo visto e dove si può parcheggiare liberamente) si innalza la chiesa di San Tommaso di Canterbury: sulla facciata ci sono tre splendidi monumenti funerari dette “Arche degli Andreani” da nome della famiglia di feudatari che popolarono il castello, mentre all’interno si trovano affreschi del Trecento-Cinquecento.

Sono le 14:00 inoltrate e mi è venuta una gran fame. Chiedo un consiglio a due persone che chiacchierano nella piazza e mi indicano sicuri la Taverna del Castello che si trova girando l’angolo, appena sotto al castello. Nonostante qualche scudo medievale posticcio sui muri, il locale è moderno e la cucina non è male, soprattutto le scaloppine coi funghi e patate: colma la mia gran fame. Così torno contento all’auto e riprendo la strada verso nord.

Lago di Como cosa visitare

4. L’Abbazia di Piona

Uno dei posti più misteriosi e mistici del Lago di Como è l'abbazia di Piona
Il meraviglioso chiostro medievale dell’Abbazia di Piona

Sono pochi chilometri prima di prendere una strada che sale a sinistra, girando attorno ad un rilievo e regalando una gran vista: siamo sulla penisola dell’Olgiasca che si proietta nel lago. Dopo 300 metri la strada torna a scendere, si stringe ed entra in un bosco: il silenzio avvolge l’auto e l’atmosfera si fa mistica, sto per raggiungere l’abbazia di Piona! La statua di San Benedetto mi accoglie all’ingresso per poi parcheggiare nel cortile successivo. Superando due aiuole dove l’erba è tagliata da un robot elettrico per non turbare la riflessione dei monaci cistercensi, ci si trova subito davanti la chiesa; la facciata in pietra dice poco, ma entrando si fa un salto nel tempo: due leoni fanno da base alle acquasantiere all’entrata, mentre gli affreschi rimaneggiati dell’abside mostrano tutto il loro splendore secolare. Peccato che non sia rimasto nulla sulle restanti pareti.
Il luogo però che lascia a bocca aperta è senz’altro il meraviglioso chiostro: le sue colonne e le arcate proteggono dalla luce del sole estivo e si può solo immaginare quante volte quelle pietre siano solcate dai monaci, magari per andare a prendere l’acqua nel pozzo al centro, magari per riflettere, magari per andare al cenobio. Peccato solo che a causa dei turisti quest’atmosfera si sia perduta: non regna il silenzio come mi sarei aspettato e nemmeno il mercatino coi biscotti e souvenir del monastero aiuta in questo, né la folla in attesa di un matrimonio che si è radunata fuori alla chiesa; il resto del giardino, con una copia della statua della Madonna di Lourdes e un viale alberato che scende verso un belvedere sul lago, è leggermente migliore, anche se sono deluso perché non sembra di stare in un luogo sacro, come recita il cartello all’ingresso. Peccato.

Lago di Como cosa vedere

5. Colico e le sue fortezze

La fortezza di Montecchio Nord è uno dei punti imperdibili della parte alta del Lago di Como
I cannoni originali della Fortezza di Montecchio Nord con il Lago alle spalle

Riprendendo la strada, faccio pochi chilometri e arrivo a Colico: destinazione la Fortezza di Montecchio Nord. Le indicazioni sono precise e ci arrivo facilmente, salendo qualche tornante. Camminando per raggiungerlo dopo aver lasciato la macchina poco sotto, noto sulla sinistra una casa privata con un daino che bruca l’erba tranquillo e indisturbato a pochi metri: anche io lo voglio nel mio giardino!
Si vede che oggi è il mio giorno fortunato: nella fortezza c’è una rievocazione storica e sono tutti in divisa! Ovviamente della Prima Guerra mondiale, perché fu costruita (assieme a molte altre) in fretta e furia tra il 1913-14 intuendo la guerra imminente; però questa è l’unica rimasta e ha ancora due cannoni originali che si muovono alzandosi e abbassandosi! Wow! Il responsabile, nella calotta dove si muore di caldo, ci mostra con orgoglio come funzionano e come venivano maneggiati, spiegando che aveva scopi difensivi, ovvero sbarrare la possibile avanzata asburgica verso Milano distruggendo ponti e obiettivi sensibili nel raggio di 14km per rallentare i nemici; non aveva un punto di osservazione, ma le vedette si appostavano e comunicavano dalle due montagne che sovrastano Colico, il monte Berlinghera e il monte Legnone, che si vedono altissime salendo in cima alla fortezza e passeggiando accanto alle canne dei 4 cannoni, prima di ammirare il panorama favoloso sul Pian di Spagna con il fiume Adda e il fiume Mera che si gettano nel lago di Como. In realtà, come sappiamo, nella prima guerra mondiale i cannoni non servirono, ma nella Seconda fermarono la colonna tedesca che risaliva la sponda comasca dopo la cattura di Mussolini a Dongo. Comunque pregevole iniziativa la rievocazione storica: ha reso la visita molto interessante (anche per la preparazione delle guide) e dato grandi spunti fotografici, ma chissà che caldo hanno avuto con più di 30° e le divise lunghe!!!

Un posto assolutamente da non perdere sul Lago di Como è il Forte di Fuentes a Colico e la sua meravigliosa vista
Il meraviglioso panorama dal Forte di Fuentes con il Pian di Spagna e il fiume Adda che si getta nel Lago di Como

Riprendo ancora la strada. Ultima tappa di oggi il Forte di Fuentes, per completare le 6 stelle del Lario lecchese. Dal nome, si può capire che fu costruito nel ‘600 dagli spagnoli che governavano la Lombardia per difendersi e sbarrare la strada per Milano ai minacciosi Grigioni svizzeri (che però non attaccarono mai), in modo simile alla fortezza. Era una vera cittadella per 300 soldati di guarnigione con piazza d’armi, chiesa e palazzo del governatore, costruita sopra una collina che domina il Pian di Spagna (che lasciando l’auto alla base si fa sentire nelle gambe). Peccato solo che sia stato distrutto per ordine di Napoleone nel 1796 per ingraziarsi gli Svizzeri che lo consideravano pericoloso, nonostante fosse già in disuso; per questo rimangono gli scheletri degli edifici che fanno solo intuire l’imponenza originaria. Però si può immaginare il formicolio dei soldati in caserma, passare per la vecchia porta d’ingresso e godere di una vista dall’alto della collina, con l’Adda color verde cristallino che scivola vicino alla riserva naturale: panorama eccezionale anche qui!
Salendo per vedere la parte alta del forte, girando un angolo, qualcosa si è mosso fulmineo scappando da me: non ho fatto in tempo a scattare una foto perché sono stato colto di sorpresa, ma a una decina di metri son riuscito a scorgere benissimo il pelo rosso e lucido di una volpe, con la coda voluminosa e morbida mossa con eleganza in quei due secondi che l’ho potuta ammirare prima che sparisse nel bosco; che incontro magnifico, mi ha riempito di gioia!! Così non ho badato nemmeno alla pochezza della parte alta, senza nemmeno un punto panoramico sulle Alpi attorno. Non importa e ridiscendo felice la collina, per prendere l’auto e raggiungere il centro di Colico.
Sono le 18:30 e ho sete: un aperitivo vista lago è quello che ci vuole! Spritz con pizzette e patatine al Blue River, osservando la gente che passa (tra cui si distinguono nettamente i tedeschi dagli italiani!) e le barche pacifiche che solcano le acque, con il sole ancora alto. Tutto talmente bello che ne ordino un altro per non spezzare questo incantesimo 😉

Una volta terminato, una passeggiata sul bel lungolago di Colico con la brezza fresca sul volto che fa dimenticare gli afosi giorni passati, accompagnato a pochi metri da una coppia felice di svassi che fluttuano tra le onde guardandomi. Cosa c’è di meglio per chiudere questa fantastica giornata?

Cosa vedere nella parte alta del Lago di Como

Ecco altre foto della bellissima giornata:

L'orrido di Bellano è una dei punti più belli del Lago di Como
La cascata che sgorga dalla roccia nell’Orrido di Bellano
L'orrido di Bellano è una delle attrazioni principali del Lago di Como
La parte alta dell’Orrido di Bellano
Una delle meraviglie nascoste del Lago di Como è Corenno Plinio
Il bell’oleandro rosso al termine della stradina di Corenno Plinio
Una delle meraviglie nascoste da visitare del Lago di Como è Corenno Plinio
La bellissima vista da una casa sul lago di Corenno Plinio
Una delle meraviglie nascoste da visitare del Lago di Como è Corenno Plinio
Le barche sulla spiaggia sassosa sulla riva di Corenno Plinio
Una delle meraviglie nascoste da visitare del Lago di Como è Corenno Plinio
Vita quotidiana: le meravigliose stradine di Corenno Plinio con due signore che chiacchierano
Una delle meraviglie nascoste da visitare del Lago di Como è l'abbazia di Piona
Un’altra foto del chiostro dell’Abbazia di Piona
Una delle meraviglie nascoste da visitare del Lago di Como è l'abbazia di Piona
Il meraviglioso panorama che si ammira dal belvedere dell’abbazia di Piona
Una delle meraviglie da visitare della parte alta del Lago di Como è la fortezza di Montecchio Nord
Il soldati in divisa per la rievocazione storica sul tetto della fortezza di Montecchio Nord
Una delle meraviglie da visitare della parte alta del Lago di Como è la fortezza di Montecchio Nord
Con questo caldo un momento di pausa e tranquillità è meritato
Una delle meraviglie da visitare della parte alta del Lago di Como è il forte di Fuentes
La piazza d’armi del Forte Fuentes con i resti delle caserme sulla destra e il Palazzo del Governatore sul fondo

 

 

Una giornata sul lago di Lecco

Cosa vedere in un giorno sul lago di Lecco
La magnifica vista del Lago di Lecco da Villa Monastero a Varenna

Adesso che è arrivata la primavera, con i suoi colori e i suoi profumi, è bello trascorrere i fine settimana all’aperto, magari scoprendo un posto nuovo oppure rilassarsi in qualche angolo incantato. Oggi ti racconto come trascorrere una fantastica giornata sul lago di Lecco.

Itinerario:

  1. Mandello del Lario
  2. Lierna
  3. Fiumelatte
  4. Varenna

Cosa visitare sul lago di Lecco

1. Mandello del Lario

Cosa visitare sul lago di Lecco
Mandello del Lario e il suo splendido porticciolo

Superata Lecco con la statale SS36 e prendendo l’uscita per “Abbadia Lariana – Varenna”, si imbocca la strada provinciale 72: passata proprio Abbadia Lariana eccoci a Mandello del Lario. Conosciuta per la Moto Guzzi – che qui è nata e ha il suo museo – è un paese suggestivo da visitare: cerchiamo quindi un parcheggio (che non è cosa semplice sul lago di Como) e fermiamoci. All’entrata del paese c’è una salita ripida sulla destra che porta alla romanica chiesetta di San Giorgio: pur non essendo sempre aperta, ha affreschi bellissimi da poco restaurati e una vista sul paese e sul lago che ripaga comunque la fatica! Ritornando in centro paese, ci si può godere le vie colorate che costeggiano il lago, in un’atmosfera tranquilla come le acque del Lario. Stradine pulite, case color pastello con i cortili privati verdeggianti, l’eco della risacca… insomma, un luogo perfetto per staccare la spina dal caos, riposarsi e scattare qualche bella foto. Più avanti c’è anche un giardino e il porticciolo turistico, se si vuole fare un giro al largo. Mandello sa sorprendere!

Gita di un giorno sul Lago di Lecco

2. Lierna

Riva Bianca a Lierna è un posto imperdibile
L’atmosfera placida di Riva Bianca a Lierna

Riprendiamo la strada provinciale 72 in direzione nord e dopo non molto ecco Lierna, un diamante nascosto del Lario. È un piccolo borgo conosciuto per le sue spiagge sassose, Punta Grumo e Riva Bianca, che con la bella stagione sono prese d’assalto per la tintarella. In mezzo c’è il “Castello”, un pittoresco nucleo di case addossate l’una alle altre e a picco sul lago che si dice siano state la residenza della regina longobarda Teodolinda; adesso sono case private chiuse al pubblico, ma si può curiosare tra androni, portici e piazzette e osservare la splendida chiesetta di SS. Maurizio e Lazzaro (che però ho trovato chiusa). Ad ogni modo Riva Bianca con il castello sul fondo è perfetta per scattare meravigliose foto e ideale per un picnic; anche io ho pranzato qui: ci sono pure un paio di ristorantini molto interessanti! Lierna inoltre è conosciuta per le sue bellissime ville, soprattutto in stile eclettico con elementi liberty, ma di difficile accesso perché private.

cosa vedere sul lago di Como

3. Fiumelatte

Torniamo ancora sulla strada principale in direzione nord e ammiriamo il lago che compare e scompare, come giocasse a nascondino, sulla sinistra. Dopo 10 minuti raggiungiamo Fiumelatte, una frazione piccolissima ma deliziosa che prende il nome dal fiume che scende dalle montagne alle sue spalle solamente nella bella stagione, talmente ripido che le sue acque spumeggianti sembrano assumere il color bianco. Quest’anno è in ritardo e io non l’ho visto. Con i suoi 250 metri è il secondo fiume più breve d’Italia. Peccato solo che a Fiumelatte è difficile trovare parcheggio: nel caso non lo troviate, tirate dritto, il meglio deve ancora venire!

cosa vedere sul lago di Lecco

Visitare Varenna, Mandello del Lario e Lierna 

4. Varenna

Incontestabilmente la gemma del versante lecchese del Lago di Como: qui ci sono le migliori ville, qui c’è la vista migliore, qui potrai rimanere a bocca aperta e innamorarti del borgo. É la meta finale del nostro itinerario seguendo la provinciale 72 In direzione nord: appena prima di una galleria dobbiamo svoltare a sinistra per entrare in paese. Qui trovare parcheggio è un po’ più complicato e se non si vuole pagare consiglio di fermarsi sulla strada di accesso al paese lungo il filare di ombrosi cipressi.
Cosa vedere a Varenna? C’è l’imbarazzo della scelta. Se abbiamo le gambe fresche, saliamo lungo i sentieri e godiamoci il panorama arrivando al Castello di Vezio: l’ascesa a piedi è di una ventina di minuti, ma il belvedere e la vista meravigliosa dalla torre del castello ripagheranno i nostri sforzi. Con una buona visibilità i tre rami del lago, Bellagio al centro e la penisola di Lenno più avanti sembrano a pochi passi! Quando ci sono andato io c’era foschia ma la vista come puoi vedere era comunque splendida!

Cosa visitare sul Lago di Lecco
Il magnifico panorama (quel giorno con foschia) del Castello di Vezio

Scendiamo di nuovo in paese, c’è ancora molto da vedere. A cominciare da due delle ville più belle del lago, villa Cipressi e soprattutto villa Monastero. La prima ora è un hotel, ma sono visitabili i suoi giardini terrazzati che arrivano fino al lago: non sono incantati, ma offrono certamente belle viste sul lago (anche se di pomeriggio avevo il sole contro, meglio la mattina); di tutt’altro tenore Villa Monastero, uno dei posti imperdibili del lago! Era un antico monastero (appunto) trasformato nel ‘500 dal cardinale Federico Borromeo in una elegantissima residenza sul Lario con un magnifico è lunghissimo giardino che abbraccia romanticamente il lago. È ricco di piante esotiche con statue, tempietti e balaustre che garantiscono scatti fantastici, specialmente durante le fioriture primaverili, anche se lo stile è austero e non esuberante come le ville dell’altro ramo del Lario. Ad ogni modo, se cerchi un posto romantico o che rilassi la mente, è perfetta! Da non sottovalutare pure la villa, piccola e su due piani, un gioiellino ben curato.

Cosa-Visitare-a-Varenna:-Villa-Monastero-è-da-non-perdere
Uno scorcio dei bellissimi giardini di Villa Monastero con vista lago

Terminati gli scatti nella villa, ci rimane da visitare il borgo che è altrettanto splendido. Partiamo dalla piazza principale: è tranquilla e coronata dalla chiesa di San Giorgio e dal suo campanile che svetta su Varenna, sia guardando dall’alto del Castello di Vezio sia navigando sul lago; la chiesa merita certamente una visita per i suoi affreschi di profeti e santi datati tra il XIII e XIV secolo. Dall’altro lato della piazza – ma un po’ isolata – c’è anche la chiesa di San Giovanni Battista con altri interessanti affreschi antichi. Entrambe le chiese sono piccole e visitabili velocemente.
Essendo nato come borgo di pescatori, il cuore del paese però è più in basso, a ridosso del lago: per questo scendiamo una delle tante scalinate inseguendo il sapore del lago e ci addentriamo tra i vicoli, androni e sottopassi brulicanti di persone come fosse un formicaio. Qui troviamo tanti negozietti colorati e suggestivi (forse troppo turistici) e ci possiamo finalmente riposare, prendendo un gelato o un drink nella piazzetta sul porticciolo che sembra un set cinematografico: arrotondata quasi per non disperdere la sua bellezza e circondata dalle case variopinte che si intonano ai violette delle fioriere, non ha nulla da invidiare all’esclusività di Bellagio. Sembra una bomboniera.
Terminato il riposo, è giunta l’ora di terminare la nostra “scoperta” di Varenna: oltrepassiamo la postazione dei taxi boat e imbocchiamo la passeggiata lungolago per 5 minuti di camminata “sulle acque”; circondati dalle ringhiere rosse possiamo ammirare la bellezza dell’altra riva e delle ville di Varenna col profumo di glicine e dirigerci verso l’imbarcadero, che ogni 20 minuti imbarca e sbarca i turisti: qui potremmo partire verso un’altra destinazione; ma per noi si è fatto tardi, meglio tornare alla piazzetta sul molo: ci attende un meraviglioso tramonto da ammirare godendoci la tranquillità ed il nostro aperitivo seduti al tavolino del bar. Non vorremmo muoverci più da qui!

Varenna-la-meraviglia-del-lago-di-Lecco
E’ meraviglioso rilassarsi con la vista del lago dal molo di Varenna

P.S: ci sono anche altri modi di godersi questo itinerario: ad esempio si può percorrere, a piedi o in bicicletta, l’antico Itinerario del Viandante oppure ammirare i panorami direttamente dal lago, noleggiando una barca o prendendo il battello. Ve ne parlerò nei miei articoli futuri 🙂

Ecco altre foto scattate durante la giornata:

A-Varenna-non-perderti-la-passeggiata-lungolago
La suggestiva passeggiata lungolago di Varenna
Varenna-gioiello-del-lago-di-Como
Le case colorate di Varenna, intonate coi colori delle violette sul lungolago
Visitare-Varenna-Villa-Monastero-giardini
Altro scatto dei magnifici giardini di Villa Monastero
Visitare-il-lago-di-Como-Hotel-Villa-Cipressi-Varenna
Una bellissima vista dai giardini dell’Hotel Villa Cipressi
Fiumelatte-Varenna-Lago-di-Lecco
Una veduta di Fiumelatte
Castello-di-Lierna-visitare-il-lago-di-Lecco
Uno scorcio del “castello” di Lierna
Visitare-il-lago-di-Lecco-Mandello-del-Lario
Una casa colorata di Mandello del Lario
Visitare-Mandello-del-Lario-chiesa-di-san-Giorgio
I magnifici affreschi medievali della chiesa di San Giorgio a Mandello del Lario

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